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Ipocondria

 

L’ipocondria può essere definita come la convinzione di avere una malattia anche grave e di cui non viene scoperta l’origine, oppure come una pervasiva preoccupazione e paura riguardo allo stato della propria salute.

E’ un disturbo molto frequente, arrivando a raggiungere una popolazione afferente negli ambulatori di medicina generale di circa il 10%. Ne soffrono in ugual misura uomini e donne e insorge prevalentemente nella terza-quarta decade di vita.

La persona che soffre di ipocondria lamenta sintomi fisici che, anche se possono avere una qualche corrispondenza organica, sono il più delle volte percepiti in maniera eccessiva ed esagerata. La persona si convince che il suo sintomo sia il segno di una grave malattia che nessun medico è riuscito ancora a diagnosticare. Anche setutte le analisi effettuate risultano negative, la persona spesso dichiara che non sono stati fatti esami approfonditi o corretti o che la sua malattia non sia riscontrabile con l’odierna tecnologia diagnostica.

I sintomi possono riguardare tutto l’organismo, con una prevalenza per la zona cardiaca e gastrointestinale. La persona che soffre di ipocondria può avere sintomi dolorosi alla testa che possono fargli ritenere di avere un tumore o un aneurisma, se soffre di debolezza potrà essere convinto di avere l’AIDS, lievi aritmie cardiache gli faranno pensare ad un infarto imminente. Nessuna rassicurazione del medico risulta efficace e la persona si sente incompresa e sottovalutata.

La preoccupazione risulta l’aspetto predominante nella vita di chi soffre di questo invalidante problema, si assiste perciò ad un progressivo deterioramento in tutte le aree di vita della persona.

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