Fondazione Franceschi

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Genitori e adolescenti

 

I cambiamenti che si sviluppano nel corso dell’adolescenza non sono facilmente comprensibili dai genitori. Spesso, i repentini cambiamenti nell’organismo in questa fase (accresciute dimensioni fisiche, cambiamento della voce ecc..), cambiamenti di sviluppo cognitivo (ideali, culturali, gusti ecc..), fanno percepire l’adolescente dal genitore come una persona improvvisamente diversa e “nuova”. Le reazioni dei genitori possono essere contrassegnate da ambivalenze; tra la gioia dell’accettazione della crescita del figlio e sentimenti di ansia sulle conseguenze della ricerca di autonomia. In questa delicata fase della vita di ognuno si crea una decisa difficoltà nel relazionarsi efficacemente. L’adolescente comincia a costruire la propria capacità di essere indipendente e per fare ciò può adottare comportamenti ed atteggiamenti di contrasto al tentativo anche legittimo dei genitori di controllo. Questo comporta la difficoltà di trovare reciproci accordi, proprio perché questo periodo è finalizzato al normale sviluppo bio psicologico e al conseguimento di una naturale autonomia ed indipendenza.

Il genitore si trova, così, in una condizione difficile poiché vorrebbe cercare di risolvere questo problema che sostanzialmente è comunicativo, ma spesso non riesce a farlo.

Un aspetto importante è fornito dallo studio in campo psicologico degli stili relazionali dei genitori con i figli. In sostanza secondo alcuni studiosi, i genitori possono essere suddivisi in diverse tipologie relazionali:

  • Autoritario (quando i genitori chiedono al figlio comportamenti entro le regole ma non sostengono e accettano adeguatamente i figli)
  • Autorevole (quando i genitori hanno atteggiamenti e comportamenti di sostegno e accettazione e aspettative di comportamenti maturi da parte dei figli)
  • Indulgente (quando i genitori danno sostegno e accettazione ma non si aspettano comportamenti maturi da parte dei figli)
  • Indifferente (quando i genitori evitano qualsiasi intervento in un senso e nell’altro).

Il conflitto genitori figli

Non sempre il conflitto deve essere visto come qualcosa di assolutamente negativo. Il conflitto può, infatti, essere considerato come una fase a volte necessaria nella crescita dell’adolescente. In questi casi il conflitto può facilitare lo sviluppo dell’adolescente attraverso l’acquisizione di autonomia di scoperta di regole e di espressione del propria individualità.

Occorre, tuttavia, saper gestire specialmente da parte del genitore questo momento imparando a calibrare la comunicazione con il proprio figlio. I conflitti con i figli degenerano in comportamenti non produttivi qualora non si adotti un atteggiamento autorevole e quindi in grado di fornire appoggio e ascolto senza tuttavia cedere su qualsiasi richiesta dei figli. Il periodo dell’adolescenza è senz’altro molto difficile per i genitori che devono imparare repentinamente a “cavalcare l’onda”, della crescita impetuosa dei propri figli che cercano spazio personale nella propria vita. Sapersi muovere in tali circostanze può, a volte, risultare molto faticoso. Nei casi in cui i genitori non avessero le forze per superare tali eventualità, nel caso di problematiche conflittuali pesanti (devianza, comportamenti a rischio), può essere di aiuto un supporto psicologico/relazionale tenuto da professionisti esperti in questo settore.

A chi rivogersi

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